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ResistANSA

In un mondo di opinioni io sto con la notizia.

University.it vuole qui esprimere la sua solidarietà e vicinanza all’Associazione Nazionale di Stampa Associata, ANSA, che negli ultimi giorni è stata raggiunta da un piano di riorganizzazione aziendale a dir poco lesivo. L’azienda ha infatti proposto di far ricorso ad una serie di ammortizzatori sociali per un totale di sessantacinque giornalisti e trentacinque poligrafi.

L’ANSA, nata nel 1945 dagli esponenti delle maggiori forze della resistenza italiana, rappresenta una cooperativa di trentasei soci, editori dei principali quotidiani nazionali. Ha una portata di 3500 notizie e 1500 fotografie al giorno, è presente in tutte le regioni e in 78 paesi esteri, e, per storia e per competenza rappresenta un unicum nello scenario delle agenzie di stampa italiane.

Numerosi e partecipi sono stati i sentimenti di vicinanza espressi a sostegno dei lavoratori ANSA che, benché non siano (ancora) stati invitati nel salotto di Santoro, hanno trovato appoggio in moltissimi esponenti del mondo dello spettacolo, della letteratura e dell’editoria che si sono espressi a favore dell’appello promosso per la salvaguardia del ruolo dell’agenzia per l’informazione italiana ed estera.

Il pensiero comune è che questa ristrutturazione aziendale (forse una sorta di “prove generali”in vista del prossimo contratto di lavoro) leda lo storico ruolo di dorsale dell’informazione italiana, mettendo in discussione la qualità del servizio e compromettendo una delle principali fonti di approvvigionamento di informazioni per l’intero mondo giornalistico.

Già negli scorsi anni, 2008, 2011, l’agenzia era stata sottoposta ad una serie di tagli del personale che, non si fa fatica a credere, non sono mai stati compensati da adeguate misure di sviluppo, e oggi, questo patrimonio nazionale rischia nuovamente di essere pregiudicato.

Se è una notizia è un’ANSA” sono le poche parole scelte per intendere il senso di autorevolezza, affidabilità e veridicità che l’agenzia si è guadagnata in settant’anni di storia.

Invitiamo dunque tutti a riflettere sull’importanza di tutelare questo strumento e su come il risvolto politico della manovra va inteso non solo come un taglio (benché grave) ai numerosi posti di lavoro ma, come un taglio netto al principio di libera editoria e alla democrazia tutta. È necessario prendere coscienza di come il problema riguardi il settore editoriale nel suo insieme, laddove la crisi economica generale da un lato, e l’età digitalizzata della free opinions dall’altro hanno già portato ad una negativa metamorfosi della realtà editoriale italiana.

Per tutti questi motivi, in un mondo di opinioni, io sto con la notizia.

Di seguito i firmatari dell’appello.

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/07/11/ecco-lelenco-degli-altri-firmatari-lappello-per-lansa-_171ab92c-6589-4656-8154-c4df306b75c9.html

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Francesca

Università degli Studi di Milano. Laureata in Scienze Politiche Internazionali. La musica rock. Ballare sotto la pioggia. Una birra con gli amici. Un giro in bicicletta il giorno prima del tuo compleanno. La Juve che vince in Champions. The joints. Il post-sbornia nelle lenzuola pulite. Un tuffo dallo scoglio più alto. La risata di mia mamma. Dormire fino a tardi senza sentirsi in colpa. Il poker del lunedì. Cantare in macchina a squarciagola. Io e il mio cane al parco la domenica pomeriggio.

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