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Sober Social Events: bere non va più di moda

Ci vediamo per una birra? Aperitivo stasera? Chi porta il vino a cena? Non ce ne accorgiamo ma l’alcol occupa un ruolo importante nella nostra vita, e per quanto possiamo essere lontani dal definirci alcolisti, bisogna ammetterlo: è difficile pensare ad una serata tra amici senza un bicchiere davanti. Come mai succede questo? Principalmente, perché bere qualcosa rappresenta un momento per sciogliere la tensione, ed è un perfetto pretesto sociale: dà uno scopo all’incontrarsi e rende più facile scambiare quattro chiacchiere. Ecco perché non capita quasi mai di riunire un gruppo di amici proponendo soltanto di “raccontarsi qualcosa”. Il bar è il pretesto più allettante, e con una birra si va sul sicuro. Per non parlare della parlantina più sciolta che si ottiene a partire dal secondo giro, che ci rende più simpatici e spavaldi.

Ma per quanto noi prendiamo alla leggera queste dinamiche, c’è chi ci ha riflettuto sopra un po’ di più ed è giunto alla conclusione che il binomio alcol e divertimento si sia un po’ troppo consolidato. Ecco come mai sta prendendo piede questa nuova filosofia di vita: frequentare bar, eventi e festival senza bere neanche una goccia di cocktail. Se si ha sete, ci si accontenta dei mocktail: un’alternativa analcolica ma altrettanto soddisfacente.

Intanto i Sober Social Events sono già diventati un business in espansione. Sono già molti i locali che hanno aperto, soprattutto tra New York e Londra: i più popolari per adesso sono il Club Soda NYC e il Bender di Los Angeles e Chicago. Quando si è brilli è facile divertirsi con poco: ecco perché questi locali, non volendo servire alcol, si preoccupano di intrattenere i clienti con musica, incontri ed eventi di meditazione. Una straordinaria novità sono poi i Daybreaker: feste che iniziano alle 6 del mattino (orario di chiusura delle normali discoteche), e, oltre alla musica, comprendono eventi di fitness e yoga. L’obbiettivo è “far dimenticare alle persone di essere sobrie”, ecco perché ogni quarto d’ora ci sono i cosiddetti “momenti wow”: esibizioni di gruppi musicali o di ballerini che sorprendono i partecipanti alla festa per mantenere alto lo stato di entusiasmo.

Non c’è da stupirsi che questa nuova visione degli eventi sociali sia nata in America, dove il rapporto con l’alcol è particolarmente contraddittorio: rimane talmente tanto un tabù fino ai 21 anni che poi diventa facile iniziare ad abusarne. E lo stesso vale per l’Inghilterra, dove da minorenni non si può neanche mettere il piede in un pub per un bicchiere d’acqua. Inoltre, molti l’hanno associata all’ondata salutista, e alla sensazione che provano sempre più persone di doversi depurare da qualsiasi vizio o piacere considerato dannoso.

Come sempre, la verità sta nella giusta misura, ma con un po’di consapevolezza in più sul motivo per cui beviamo agli eventi sociali, per fare in modo che l’alcol non diventi indispensabile o l’unico vero motivo per uscire. E per chi vuole unirsi all’ondata dei Sober Events: trovate un amico disposto ad andare a far festa alle 6 del mattino e poi sarà una passeggiata.

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