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Sognando la carriera diplomatica: Chiara e lo stage in consolato

A Milano l'università, in Argentina il volontariato, a Londra l'Erasmus, in Francia ragazza 'alla pari' e stagista presso il consolato del Messico a Milano.

Un'esperienza internazionale coi fiocchi quella di Chiara Colombo, neo laureata in Scienze
Internazionali e Istituzioni Europee alla Statale di Milano. Un percorso fatto di tante opportunità che Chiara non si è lasciata sfuggire e che un giorno la renderà competitiva nel mondo del lavoro.

Vediamo più da vicino la sua esperienza come stagista al consolato del Messico, un tipo di stage che, probabilmente, ogni studente di relazioni internazionali  vorrebbe fare.

<< Chiara, da studentessa di Scienze Internazionali hai avuto l'occasione di vivere un ambiente consolare da dentro. Come hai vissuto questa esperienza? >>

<< Penso di essere stata molto fortunata. Da studentessa di relazioni internazionali, la realtà consolare è una cosa che non ho mai escluso per il mio futuro e l'opportunità di stage mi ha mostrato alcune cose concrete del lavoro del console, come per esempio la preparazione dei visti e altri documenti >>.

<< Qual è stato il tuo ruolo all'interno del consolato del Messico? >>

<< Il mio stage è stato più formativo che lavorativo. Aldilà dell'opportunità di praticare lo spagnolo ho imparato diverse cose. Inizialmente sono stata più a contatto col personale diplomatico per apprendere alcune cose sulla preparazione dei visti e sulla loro catalogazione e mi sono concentrata sulla comunicazione via e mail. Una volta capiti i vari meccanismi, ho iniziato ad avere contatti col pubblico e a gestire direttamente le loro richieste >>.

<< Cosa, in particolare, ti ha colpito di questa esperienza? >>

<< Ho visto che non è un lavoro così irraggiungibile e non mi stupirei, un giorno, di vedere qualcuno dei miei compagni di università seduto alla scrivania del console. Si tratta di persone che hanno una carriera eccellente e che hanno dovuto passare una selezione molto severa, ma nel lavoro quotidiano, poi, lavorano con umiltà, senza mettersi su un piedistallo>>.

<< Le conoscenze che l'università ti ha dato, ti sono servite per lo stage in consolato? >>

<< Senza dubbio i corsi di laurea sulla scienze internazionali danno strumenti teorici che sono
imprescindibili per questo tipo di lavoro. Ma, ad essere sincera, nulla di quello che avevo studiato mi è servito per lo stage >>.

<< Nel senso che ti sarebbe servito qualcosa che l'università non ti aveva dato? >>

<< In parte sì. Mi sono accorta che l'ambito universitario è un po' troppo distante da quello lavorativo, perché non vengono date competenze pratiche. Un corso sulle relazioni internazionali dovrebbe richiedere a tutti gli studenti di fare uno stage simile al mio, presso consolati e istituzioni con cui l'università stessa abbia concluso accordi! Io sono stata fortunata, ma perché la stessa opportunità non devono averla anche i miei compagni? >>

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