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Stage: bassa propensione all'assunzione ma gli studenti sono fiduciosi

Martedì 10 Novembre 2015 si è tenuta la International Interns’ Day, la Giornata Internazionale Degli Stagisti, ideata da InternsGoPro e dallo European Youth Forum con lo scopo di “tutelare e difendere la categoria dei tirocinanti, generalmente ignorata e sottovalutata dalla quasi totalità del mondo politico e sindacale.” Queste le parole utilizzate nel comunicato pubblicato su www.larepubblicadeglistagisti.it , portale online che combatte per la realizzazione di leggi che tutelino i tirocinanti e che ha contribuito a dare vita a questo evento.

E’ proprio così, negli ultimi anni molto è stato detto su esodati, pensionati e disoccupati mentre sulla categoria degli stagisti, molto cara ai laureandi e ai laureati, permane un'inquietante status di silenzio che andrebbe interrotto ed è proprio per questo motivo vi diamo conto di questo evento.

Innanzitutto è importante sottolinearne l’internazionalità perché il problema degli stage non è solo italiano ma riguarda anche l’Europa e gli Stati Uniti. Il cuore della manifestazione si è tenuto a Bruxelles nei pressi nel Parlamento Europeo proprio per sollecitare l’inizio di una discussione a livello comunitario. Alcuni deputati hanno accolto positivamente l’iniziativa e si sono resi disponibili a supportare il dibattito in aula, tra questi Brando Benifei, parlamentare italiano membro della Comissione del Lavoro, il quale ha dichiarato: “Dobbiamo Assicurarci che questi temi vengano posti al centro dell’agenda politica dell’Unione Europea, non solo adesso ma per i prossimi cinque anni”.

Le statistiche che mostrano la gravità della situazione italiana sono stati pubblicati dal Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Dal Ministero Del Lavoro; esse rivelano che nell’anno 2013 su 310.500 stagisti, un terzo dei quali laureati, soltanto 30.000 sono stati assunti al termine dello stage da una delle 217.000 aziende ospitanti.

Nonostante la possibilità di essere assunti dopo uno stage sia di circa il 10%, secondo un indagine dell’Istituto Toniolo in collaborazione con l’Università Cattolica su un campione di 1.660 giovani tra i 20 e i 32 anni, il 78% considera il tirocinio un’importante trampolino di lancio per entrare nel mondo del lavoro e un’ottima modalità di formazione professionale.

Ad onor del vero, benché la fiducia in questo strumento sia molto alta, non si può negare che troppo spesso esso sia utilizzato come espediente di sfruttamento o come metodo per garantirsi professionalità a basso costo. In conclusione, per lenire questa situazione sarebbe necessario in primis creare un pacchetto di leggi specifiche che tutelino lo stagista al pari di un lavoratore e, in secondo luogo, porre una soglia minima per la retribuzione, raggiungendo uno standard condiviso a livello nazionale. Ad oggi le regioni italiane dove gli stage hanno una retribuzione ottimale sono l’Abruzzo, con una media di 600 euro al mese e la Toscana, con 500 euro. Nel resto dello Stivale la cifra oscilla tra i 300 e i 400 euro.

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