Ti trovi qui: / / Sully: da storia vera a film

Sully: da storia vera a film

Diretto da Clint Eastwood, descrive non solo i momenti concitati dell’atterraggio di fortuna, ma anche degli accertamenti fatti successivamente per capire le cause dello scampato disastro e verificare la veridicità delle parole del comandante.

Si tratta di una pellicola che narra le vere vicende avvenute nel 2009 e allo scalpore che destarono, in quanto un ammaraggio in un fiume è una manovra pericolosa e da evitare. Il comandante però, con anni di esperienza alle spalle e trovandosi nell’impossibilità di volare fino al più vicino aeroporto, ha dovuto scegliere questa via drastica e rischiosa.

Presente agli Oscar 2017, è stato candidato come Miglior Sonoro.

Considerazioni:

L’impronta registica di Clint Eastwood si vede chiaramente: i suoi film spesso raccontano di eroi contemporanei – vedi American Sniper del 2014 – che operano per il bene comune, vengono osannati dalla gente comune ma osteggiati dalle autorità. In questo caso, il comandante Sully viene descritto dalla stampa come un esempio da seguire per aver salvato le 155 persone a bordo, mentre la compagnia aerea e gli analisti dell’assicurazione cercano di trovare l’errore umano in un evento che ha, invece, dello straordinario.

Questa tendenza registica è inscrivibile nell’ideale patriottistico e, in parte, paternalistico del regista, ancorato ai valori americani quali la madre patria, l’onore e il coraggio, che, alla lunga, risultano anche poco credibili. In questo caso la caratteristica è mitigata ma comunque presente.

Di grande impatto emotivo sono, invece, i momenti legati al ricordo di ciò che stava accadendo sul velivolo nel momento dell’atterraggio di emergenza. Il grado di pathos e suspense è elevato e raccontato in modo molto umano.

Consiglio: oltre che guardarlo con un ottimo impianto audio, lo sconsiglio prima di un viaggio in aereo, e il motivo potete ben immaginarlo.

Licenza Creative Commons
Condizioni d'uso e riproduzione

Isabella Gavazzi

Università degli Studi di Milano - Arriva dalla verde Valtellina, da tre anni fuori sede nella grande Milano. Al primo anno di Scienze della Musica e dello Spettacolo, è appassionata a tutto ciò che questo campo comprende. Suonatrice di sax a tempo perso, sogna di avere giornate di 48 ore, in modo da fare tutto quello che le piace. Scrivere, andare a teatro, ascoltare musica: ecco cosa vuole fare da grande.

The Bard of Avon ruined it for us!

So a few weeks ago, this almost 6 feet tall friend of mine mentioned casually the words "i don’t like feminine men" while she drove us to Cannes, the rain almost immediately started gu...

The Daily Devil’s Dictionary: Donald Trump and “Respect”

US President Donald Trump has sent a letter of “respect” to African nations following his alleged “shithole countries” comment. After famously referring to African countries...

Piet Mondrian e la scomposizione della realtà.

Dietro una delle peggiori frasi da sentire in un museo:" Questo potevo farlo anche io".