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Top e Flop di INTER-MILAN 0-0

Coreografie magnifiche sugli spalti ma... partiamo subito! INTER

Vidic: fino all'80' gioca un'ottima partita sempre attento in chiusura e preciso su Menez. Poi gli arriva una legnata dove fa più male e la frase "Non ci saranno mai più altri Vidic" comincia a diventare realtà. CORAGGIOSO.

Juan Jesus: per metterlo in difficoltà Suso si pettina da mafioso con tanto di baffo messicano, ma dopo solo un quarto d'ora il difensore nerazzurro sfodera gli anni di scuola Medel e comincia ad azzannare qualsiasi cosa passi nel raggio di 2 km. Rasoiata finale salvata da Diego Lopez che fa sbiadire la tinta di Mancini. TUTTOFARE.

Hernanes: parte fortissimo e per poco non fa venire giù lo stadio con un bolide dai 30 metri. Sull'azione del rigore contestato è l'unico a non accorgersi della mano di Antonelli ma, si sa, gli effetti della roba che porta Guarin dalla Colombia sono anche questi. LEADER.

Gnoukouri: nel corso della partita viene scambiato per: Muntari, Zapata, Taribo West, Ibrahim Ba, il puma Emerson e Idris, ma tutto sommato è uno dei più valorosi in battaglia. Detto questo, avere i crampi a 19 anni dopo un'ora di partita è da INPS immediato. INDOVINA CHI.

Icardi: meno presente della pasta integrale nella dieta di Gerry Scotti, si fa vedere solo al 90' con un destro che rischia di far diventare uomo Mexes. La treccina di Palacio da sola corre più di lui. SPAESATO.

MILAN

Diego Lopez: reattivo su Juan Jesus e Hernanes e fortunato su Palacio, ha davanti 4 difensori che sembrano dei turisti tedeschi in cerca di un albergo a Rimini ma nonostante questo è ancora il migliore dei rossoneri. Inzaghi si faccia qualche domanda. DON DIEGO DE LA VEGA.

Alex: scongelato dal freezer, dove viene conservato insieme ad Essien, a sorpresa sfodera una prestazione dignitosa sfiorando anche il gol. Puntuale l'infortunio finto per andare a vedere su Sky Uno la replica di Junior Masterchef. TRADIZIONALISTA.

Poli: la corsa ce la mette sempre ed è uno degli ultimi ad arrendersi. Questa sera anche Maurizio Costanzo avrebbe fermato le sortite offensive di Kovacic, ma si impegna comunque per restituire al centrocampo nerazzurro tutti i palloni che perde il collega croato. FAIR PLAY.

Suso: un nome cosi ridicolo non lo si ricordava dai tempi di Papastathopoulos, ma è comunque il più attivo dei rossoneri nei primi 45' e Juan Jesus per fermarlo deve chiamare Ghostbusters. Esce perché il gel dei capelli si stava asciugando. ONIRICO.

Menez: vince la gara di nascondino con Icardi e la sua presenza in campo è in dubbio fino al 65' quando perde il solito pallone e De Jong gli tira il solito parastinco sulla tempia. Si narra che ai tempi dell'ultimo suo passaggio il Papa fosse San Pietro. GENEROSO.

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