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Torino e il diritto allo studio una distanza lunga tre fermate

Una vicenda grottesca che a rigor di logica ha visto in torto degli studenti beneficiari di posto alloggio a Torino. Sono rei di aver raggiunto la Villa Claretta sede degli alloggi dell'ente territoriale per il diritto allo studio in Piemonte con un biglietto dei mezzi pubblici non idoneo perchè utilizzabile solo per le tratte urbane.

Un fatto appartentemente normale che nasconde in se una miopia tutta Italiana quando si parla di diritto allo studio. A vivere nella residenza sono più 400 giovani che ogni giorno frequentano le varie facoltà di Torino. A Ottobre si era sollevato il problema di quelle 3 fermate in più di autobus che obbligherebbero all'utilizo di un biglietto per le tratte extra urbane evidentemente più oneroso di quello ordinario.

Gli studenti in tal senso però erano stati rassicurati dalle istituzioni che in quel periodo per bocca degli assessori Lubati e Pellegrino, i quali avevano affermato che sarebbe bastato pagare la tariffa ordinaria per quella tratta.

In questo caso l'ente territoriale per il diritto allo studio avrebbe dovuto inoltrare al comune l'elenco di tutti i beneficiari di posto alloggio per evitare che venissero elevate sanzioni dai controllori Gtt. Purtroppo qualcosa è andato storto e tre studenti sono stati multati.

In questa sorta di catena di sant'antonio amministrativa qualcosa si è fermato e a farne le spese sono stati gli studenti, colpevoli solamente di essere beneficiari di posto alloggio. Dal canto suo l'azienda dei trasporti ha affermato di non aver ricevuto nessun elenco e che gli studenti sono stati multati a norma di legge e che quelle tre fermate fatte con biglietto ordinario costerebbero circa quarantaquattromila euro al comune in mancate entrate.

Marta Levi, presidente Edisu, è intervenuta chiamando all'assessore Lubati tuttavia senza ricevere alcuna risposta significativa. Un silenzio istituzionale che fa eco alla rabbia di molti studenti che per bocca anche dei loro rappresentanti hanno manifestato il loro dissenso.

Una situazione paradossale tutta all'italiana e non unica nel suo genere, non è infatti l'unica reseidenza universitaria in Italia quella di Grugliasco ad essere costruita in estrema periferia o addirittura fuori la città universitaria di riferimento come quella di Valleranello a Roma. A volte ci si chiede se non basti solo un po' di buon senso

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