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Torino, rischia lo stop Formazione Primaria, mancano 70 milioni

Nell'ateneo torinese rischia di non partire, il prossimo corso di Scienze della Formazione Primaria. All'università  mancherebbero infatti i soldi necessari a far funzionare il corso per la sua durata quinquennale.

Sarebbero più di 350 gli aspiranti iscritti a questo corso di laurea a numero chiuso. Un percorso complesso, che rischia di non cominciare a causa di una mancanza di fondi, per la precisione si tratta di 70 milioni di euro.

A tanto ammonterebbe la somma di denaro mancante che consentirebbe agli aspiranti maestri di cominciare un cammino lungo cinque anni con dei costi fissi prescritti per legge.

A mancare infatti sarebbero proprio i fondi necessari ad attivare le 3824 ore obbligatorie di laboratori, imposte dalla legge e corrispondenti a 33 crediti formativi. Sono state le stesse istituzioni accademiche ad lanciare l'allarme manifestando l'impossibilità ad attivare i corsi secondo le norme vigenti. 

Scienze della formazione primaria è un corso di laurea magistrale abilitante alla professione. I laboratori a cui si fa riferimento sono di fatto corsi pratici propedeutici allo svolgimento della professione come pedagogia, didattica e tecniche di osservazione del comportamento Infantile.

La risposta del rettore Ajani attesa per questa settimana non è arrivata, in sua vece ha preso posizione Lorenza Operti vicerettore per la didattica«Fino a tre anni fa il corso era di 4 anni, ma il ministero ci dava i soldi anche per il quinto, fondi che venivano utilizzati per finanziare i laboratori. Ora questi fondi sono finiti, ce ne siamo accorti adesso, ma confidiamo di risolvere la situazione con un anticipo, poi dal prossimo anno aggiusteremo in modo strutturale».

I problemi non sono solo a quanto pare per il prossimo anno, anche durante questo anno accademico diversi disaggi sono stati patiti dagli studenti. Più che disagi a sentire le dichiarazioni di una rappresentante degli studenti sembra proprio che quest'anno ci fossero delle vere e proprie carenze strutturali che hanno minato l'efficienza del corso, come la mancanza di spazi e di organico.

Come già detto si tratta di un corso di laurea a numero chiuso abilitante e che da immediatamente lavoro, l'unico in tutto il piemonte. Nonostante tutto il rettore Ajani si è detto fiducioso: «Le risorse per gli insegnamenti non li decide il rettore ma il cda, che si riunirà a breve. Sono convinto che non ci saranno problemi: abbiamo tutto il tempo per organizzare il corso del prossimo anno».

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