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Tutti cantano Sanremo: la seconda serata

Dopo il grandissimo successo della prima serata, con gli 11 milioni e 374 mila telespettatori, ieri lo spettacolo è stato ancora più grande, quasi più per gli ospiti che per i cantanti stessi. Ieri sera, un fisiologico calo di telespettatori, 10 milioni e 367 mila, con uno share del 46.6%.

Si parte subito dalle Nuove Proposte.

Marianna Mirage, voto 7.5: Le canzoni fanno male, influenza jazz, la chitarra distorta fa molto Sono come tu mi vuoi di Irene Grandi, ma c’è classe, tanta classe.

Il secondo concorrente, Francesco Guasti presenta un graffiante Universo: stile molto Marco Masini, però il pezzo è un po’ pesante, da 5.5.

Braschi presenta, successivamente, Nel mare ci sono i coccodrilli, un testo che tratta una tematica attuale (che ha già causato una polemica con Matteo Salvini), esecuzione non male: voto 7.

Leonardo Lamacchia chiude la sezione emergente con Ciò che resta, canzone proprio da Festival di Sanremo, nella normalità: 5.5.

La serata prosegue con un po’ di illusioni del mago Hiroki Hara, ma il focus ritorna immediatamente alla musica, con gli altri undici big.

Bianca Atzei è la prima ad esibirsi con Ora esisti solo tu, scritto per lei da Kekko dei Modà: l’esecuzione è stata molto buona, ma il pezzo è difficile da digerire: 5.5.

Il secondo artista è Marco Masini, che fa quasi il rapper con Spostato di un secondo, particolare, tira fuori l’esperienza, ma non è il top: voto 6.5.

Francesco Totti ruba già la scena, con delle piccole provocazioni nei confronti della Fiorentina e della Lazio, ma divertentissimo: è proprio un bomber vero.

Proprio lui introduce Nesli & Alice Paba, primo duo del Festival e non funziona assolutamente: Do retta a te riesce ad andare peggio di Giusy Ferreri, voto: 3.5.

Sergio Sylvestre, dall’alto dei suoi 208 cm, presenta il lato soul della kermesse con il brano Con te ed ci riesce con una buonissima esibizione, da 7.5 pieno. Divertente poi il siparietto con il tecnico audio che ritira l’asta del microfono decisamente più alta di lui.

Piccola pausa con Salvatore Nicotra, impiegato modello di Catania, che non ha mai buttato via un’ora di lavoro nella sua carriera da dipendente pubblico: lancia un grande monito nei confronti dei cosiddetti furbacchioni che alimentano la disoccupazione giovanile per le malattie inventate.

Si ritorna alla musica con Gigi D’Alessio e La prima stella: un 6 traballante, nonostante abbia cantato con grande intensità.

Maurizio Crozza si inserisce con il suo momento ironico, ieri un pochino più sciolto rispetto a ieri e ha ottenuto le risate meritate in certi momenti.

Il giovanissimo Michele Bravi, vincitore di X-Factor nel 2013, ci presenta Il diario degli errori: non è entusiasmante, purtroppo, ma nemmeno tanto male: voto 6.

Paola Turci, giunta al decimo Festival di Sanremo, canta Fatti bella per te: voto 7, tira su il livello della serata, ma non troppo.

Robbie Williams scalda la situazione, ma proprio in tutti i sensi: ci presenta l’ultimo singolo tratto dal suo ultimo album The Heavy Entertainment Show, Love My Life, ma il bacio con Maria De Filippi è stata la ciliegina sulla torta, la più inaspettata e discussa.

Francesco Gabbani ha l’onore di proseguire lo show con Occidentali’s Karma, un brano coinvolgente, ma tanto coinvolgente, il testo è molto particolare, ma è stato un vero animale da palcoscenico: voto 8.5, potrebbe puntare ad essere tra i primi tre nella finale.

Il climax è solo ed esclusivamente ascendente: Giorgia. Basta solo nominarla e sale il brivido, E poi, Come saprei, Di sole e d’azzurro e Vanità. Nella lotta con il suo abito, tira fuori una voce immensa, indescrivibile e praticamente tutti si chiedono come possa proseguire il Festival.

Michele Zarrillo ha il peso di una esibizione post-Giorgia e purtroppo Mani nelle mani è un singolo anonimo, che passa praticamente inosservato: voto 5.

Keanu Reeves, intervistato da Maria De Filippi si inserisce nella scaletta e ci regala il momento cinema, in modo rapido e indolore, più un paio di giri di basso.

Penultima artista in esibizione per i big è Chiara Galiazzo, con Nessun posto è casa mia: un brano poco incisivo e non conquista tanta approvazione da parte del pubblico: voto 5.

Infine, l’accoppiata Raige e Giulia Luzi è perfetta, da 7.5 in studio, ma da 4 a Sanremo: il connubbio rock, rap e pop è decisamente funzionale.

Parte il momento comico con il trio “de Roma”, della scuola di Gigi Proietti: Enrico Brignano, Flavio Insinna e Gabriele Cirilli, non divertentissimo, troppa caciara e non hanno dato il loro meglio.

Ultima esibizione da super ospiti è quella dei Biffy Clyro, con la loro Re-arrange, proveniente dall’album Ellipsis: molte persone hanno criticato l’esibizione, ma quasi nessuno conosce veramente il loro genere molto più rockeggiante del gruppo di Simon Neil.

Ancora un altro tributo alla vita di Luigi Tenco, ma anche dell’amata Dalida, con Sveva Alviti che interpreta la sua figura e la sua vita molto tormentata nell’omonimo film.

Chiude lo show il solito esilarante Rocco Tanica con la mascotte Colon, i quali girano con il buon umore tra le mani nella sala stampa a fianco all’Ariston.

Il verdetto finale vede l’esclusione di Bianca Atzei, di Nesli e Alice Paba e di Raige e Giulia Luzi. Passano in finale (esibendosi stasera per la serata delle cover) Marco Masini, Sergio Sylvestre, Gigi D’Alessio, Michele Bravi, Paola Turci, Francesco Gabbani, Michele Zarrillo e Chiara.

Appuntamento a questa sera per la serata delle cover, dalle 20:45 su Rai 1 e Rai Radio 2.

[Ph: Ufficio Stampa Rai-iwan]

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Philip Michael Grasselli

Studente di Ingegneria Biomedica presso il Politecnico di Milano, la sua vita è un arzigogolo fra la radio come speaker, tecnico di regia, articolista, redazionista e fotografo per POLI.RADIO – la radio degli studenti del Politecnico di Milano – l'intrattenimento per Il Cervellone e l'ingegneria del suono per Team Building Radio. Come se non bastasse, suona anche percussioni e batteria presso il Corpo Musicale "Pro Busto" a Busto Arsizio (VA). Le passioni più grandi? Radio – appunto – musica, sport, matematica, medicina, arte e storia. Un motto? Un banalissimo "carpe diem", ma con le dovute moderazioni...

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