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Ultimi giorni per visitare la mostra di Chagall a Milano.

Fino al 1° di febbraio sarà possibile visitare la più grande retrospettiva mai dedicata a Marc Chagall in Italia negli ultimi cinquant'anni. La mostra, con oltre 220 opere, vi guiderà per tutto il percorso artistico del pittore attraverso un filo cronologico in grado di regalare una grande chiarezza espositiva al progetto. La rassegna – ideata e curata da Claudia Zevi – si apre con i primo quadro del pittore: Le petit salon (1908). Seguendo l'operato dell'artista negli anni successivi, qualche momento dopo, si scorgono dei colori intensi, una coppia di innamorati si bacia, lei tiene in mano un mazzo di fiori, lui, lievemente sollevato da terra, la bacia: è Il compleanno (1915). I due giovani sono Marc Chagall e sua moglie Bella, che ritroveremo spesso nelle opere. Il sogno, l'amore, la leggerezza, sono le tematiche presenti in questo quadro; sono argomenti estremamente cari all'autore, che riesce mirabilmente a trasporre sulla tela questi concetti altrimenti intangibili. L'altro celeberrimo quadro del pittore, La passeggiata (1917), si colloca qualche sala più là. Posto al centro della parete, l'opera sembra illuminare l'intera stanza con i suoi colori vivaci e le figure felici dell'autore e della moglie che si tengono per mano mentre lei vola sopra la cittadina di Vitebsk (altro elemento molto presente nelle opere dell'autore, che non dimenticherà mai le sue radici russe). Questo dipinto può essere considerato il manifesto del fulcro dell'opera di Chagall: lo stupore, attorno al quale tutto ruota, tutto prende forma e significato. Lo stupore per la felicità, per la vita, per l'amore. Sebbene l'amore sia uno dei temi più cari all'artista, e anche quello più conosciuto, questa mostra riesce nel compito di presentare il pittore russo nella sua interezza. Riusciamo a vedere anche altri aspetti: le opere che ha dipinto per il teatro come Il violinista verde, studio per "il Teatro Ebraico" (1917), oppure le opere intrise di tradizione ebraica cui l'autore è indissolubilmente legato come L'ebreo in rosso (1915). Altre opere ancora, riconducibili alla cronaca del tempo, come La caduta dell'angelo (1923-1947), presentano uno Chagall che attinge a piene mani nella realtà, non solo il sognatore e il pittore della felicità. La caduta dell'angelo è un quadro carico di angoscia, è una catastrofe contro cui l'umanità sembra non avere possibilità di difendersi. È il periodo buio dell'artista, che ha perso molte delle speranze che riponeva nell'umana natura e ha perso anche sua moglie Bella. Ma la mostra continua, e pian piano lo Chagall sognatore si scorge nuovamente nelle tele, i colori si fanno più chiari, ricompaiono i fiori. Ultimo quadro della retrospettiva è il Don Chisciotte (1974), simbolo di un pittore che, facendo tesoro delle diverse culture di provenienza e delle avanguardie dell'epoca, è rimasto sempre fedele a se stesso, ai propri ideali, al proprio – unico – stile. Chagall era candidamente convinto che fosse ancora possibile lottare contro i mulini a vento, nonostante tutto ciò che aveva visto durante la sua vita. Una mostra così bella non poteva che finire in modo altrettanto splendido. Consigliatissima.   ORARI: Lunedì, martedì e mercoledì : 9.30–19.30 Giovedì, venerdì e sabato: 9.30-22.30 Domenica: 9.30-21.00 PREZZI: Intero: 12 euro Ridotto: 10 euro (dai 6 ai 26 anni; oltre i 65 anni)
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Martina

Università degli Studi di Milano. Laureata in Scienze Internazionali e Istituzioni Europee. I tulipani bianchi, i laghi, i lamponi, i colori dell’autunno, le tragedie greche, la pizza. Costantemente alla ricerca della leggerezza, adoro leggere, ascoltare e raccontare. Amo la bellezza, che uso come criterio con il quale comporre la mia vita.

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