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Unibo: truffa all’esame, sospese due studentesse

Scambio d’identità e auricolare tra i capelli all’esame di inglese: 3 mesi di sospensione.

È finito in lacrime e con una lunga lettera di scuse il tentativo di truffa da parte di una studentessa ai danni dell’Università di Bologna, pentimento che però non le ha evitato la dura sanzione disciplinare decisa per lei dai commissari del centro linguistico dell’ateneo.

La studentessa iscritta all’ultimo anno di laurea magistrale in progettazione e gestione dell’intervento educativo nel disagio sociale alla facoltà di scienze della Formazione, ha tentato di far sostenere l’esame di inglese alla sorella, decisamente più preparata di lei.

Gli insegnanti insospettititi da quel viso familiare ma non del tutto, hanno verificato l’identità della ragazza, scoprendo immediatamente l’inganno e provvedendo disciplinarmente.

Stessa sorte per un’altra studentessa di Rimini, iscritta a Economia d’Impresa e sorpresa durante una prova scritta con un auricolare tra i capelli fissato con nastro adesivo e collegato al cellulare. Anche per lei il Senato Accademico ha deciso per tre mesi di stop da lezioni, esami e seminari.

Linea dura dunque per chi cerca facili scorciatoie nello studio e nella vita “Un segnale forte per punire questi gravi comportamenti è doveroso, soprattutto a salvaguardia della qualità e della serietà degli studenti stessi” spiega Luigi Guerra, membro del Senato Accademico e direttore del dipartimento di scienze dell’Educazione.

Non è per altro questo il primo caso che colpisce l’Università di Bologna. Già nel 2011 al Centro di interfacoltà di linguistica teorica e applicata (CILTA), sempre durante l’esame d’inglese (bestia nera, a quanto pare per gli studenti italiani) quattro studenti sono stati sospesi e denunciati per truffa, contraffazione di documenti, e scambio di persona.

E per i più fantamacabri, la notizia di poco tempo fa data da Vesuvio Live viene dal Federico II di Napoli dove una studentessa di Procedura Civile della Facoltà di Giurisprudenza ha finto di essere malata di cancro, simulando calvizie e ostentando la (finta) grave situazione di salute, per in qualche modo, entrare nelle grazie della commissione d’esame.

Espedienti più o meno fantasiosi che però rischiano di pregiudicare intere carriere accademiche e che non trovano giustificazioni nella politica del Così fan tutti, ampiamente diffusa in vari settori del nostro paese, ma che anzi hanno bisogno di granitiche condanne unanime per poter ancora auspicare ad una nuova generazione dedita alla legalità e al rispetto delle regole. 

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Francesca

Università degli Studi di Milano. Laureata in Scienze Politiche Internazionali. La musica rock. Ballare sotto la pioggia. Una birra con gli amici. Un giro in bicicletta il giorno prima del tuo compleanno. La Juve che vince in Champions. The joints. Il post-sbornia nelle lenzuola pulite. Un tuffo dallo scoglio più alto. La risata di mia mamma. Dormire fino a tardi senza sentirsi in colpa. Il poker del lunedì. Cantare in macchina a squarciagola. Io e il mio cane al parco la domenica pomeriggio.

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