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Università 2015: gli atenei promossi e bocciati

La fine dell'anno accademico universitario porta con sé la necessità per gli studenti di sottoporre il proprio operato ad un vaglia attento e critico per valutare successi ed insuccessi ottenuti. Questo è vero anche per gli atenei che, come ogni anno, vengono in questo periodo posti sotto la lente di ingrandimento per evidenziarne pregi e difetti. É di questi giorni la pubblicazione, da parte de Il Sole24Ore, della classifica delle migliori università italiane. Gli atenei sono stati analizzati in base ai risultati ottenuti in didattica e ricerca. I punteggi ottenuti sono stati poi assemblati per andare a costituire un indice generale riassuntivo. Il primo dato che emerge dalla classifica generale è la netta distanza esistente tra le positive performances delle università centrosettentrionali e i pessimi esiti conseguiti dal meridione. Nelle prime dieci posizioni si registra la presenza di 8 atenei del nord Italia e di due del centro. In particolare, le prime cinque università pubbliche, invariate rispetto ai dati dello scorso anno, sono tutte site nel nord, e sono Verona, Trento, Politecnico di Milano, Bologna e Padova. Prima università meridionale è Salerno, la quale strappa la ventiseiesima posizione. Nel “ventre” della classifica, si segnala il grande balzo in avanti di Brescia che guadagna ben 11 posizioni, attestandosi al ventiduesimo posto. Duole sottolinearlo, ma le maglie nere sono tutte da attribuire ad università del meridione, con Napoli che vanta il non prestigioso record di occupare addirittura 3 delle ultime 5 posizioni, rispettivamente con la Federico II, Napoli II Università e Napoli Parthenope (ultima in quasi tutti gli indici). Piccolo ribaltone invece tra gli atenei privati, con il San Raffaele di Milano che perde due piazze rispetto al 2014, scendendo al terzo posto, in favore della Bocconi, prima con distacco, e della LUISS di Roma. Qualche spunto interessante può venire anche dai due indici relativi a didattica e ricerca. In merito al primo parametro, i primi 5 posti sono occupati da Politecnico di Milano, Verona, Pavia, Bologna, che guadagna 4 posizioni rispetto al 2014, e Trento, che però subisce un parziale crollo, passando dalla prima alla quinta piazza. Si segnalano i notevoli miglioramenti di Siena Stranieri e Macerata, che guadagnano entrambe 17 posizioni in questa area, issandosi  la prima alla decima e la seconda alla diciannovesima posizione. Peggiorano invece sensibilmente Torino e Cagliari, che perdono rispettivamente 12 e 13 posizioni. L'ultima piazza è occupata da un triste pari merito tra Catanzaro e la pecora nera Napoli Parthenope. Tra le università private, la Bocconi primeggia anche in questa categoria. Grande balza di Bolzano, che guadagna 5 piazze, grande tonfo del San Raffaele che ne perde 5. Ultimo aspetto da considerare è quello della ricerca, nelle quali a distinguersi su tutte sono Verona, Trento, Bologna, Bicocca e Padova, mentre le ultime piazze sono occupate da Perugia Straniere, e, di nuovo, Napoli Parthenope. Al termine del quadro di massima così dipinto, una considerazione: la “questione meridionale” è argomento di discussione nel nostro paese fin dalla sua nascita. Al netto di tutte le manovre economiche che si possono immaginare, l'istruzione sarebbe l'unico volano che potrebbe davvero rilanciare un sud eternamente martoriato e depresso. Certo, senza un tessuto lavorativo in cui inserirsi, uno studente resta comunque privo di prospettive. Ma una buona scuola è indubbiamente una ‘conditio sine qua non’ da qui partire per pensare a una qualsiasi forma di rinascita del meridione. Eppure le classifiche sono impietose, nessun sensibile miglioramento viene registrato in questa parte d'Italia. Dunque, al ragazzo medio del sud che voglia ambire ad una eccellente formazione, pare non restino che due vie: o trasferirsi, o ridimensionare le proprie ambizioni. La classifica completa è disponibile sul sito de Il Sole24Ore:  http://www.ilsole24ore.com/speciali/classifiche_universita_2015/home.shtml
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Davide

Università degli Studi di Bologna. Se son d’umore nero allora scrivo.

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