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Vegani per forza

Era il 1937 quando George Orwell affermava: “Ci sono persone come i vegetariani e i comunisti con cui è impossibile discutere” , definendo l’essere vegetariano “un insulto alle persone perbene da parte di pochi eccentrici ossessivi”. Chissà cosa avrebbe avuto da dire oggi il singolare scrittore sulla vasta gamma di categorie sub alimentari con cui è impossibile non relazionarsi oggigiorno. Se infatti, fino ai primi anni novanta il vegetariano semplice rappresentava l’apice della controtendenza alimentare, oggi di diete che prevedono l’abolizione di prodotti animali c’è n’è in abbondanza. Ma non solo. Tra i diversi ‘credi alimentari’ troviamo: vegani, pescetariani, fruttariani, insettivori e altre piccole orde di strambi che seguono diete quali ad esempi ’la paleodieta’ che regredisce l’uomo all’era paleolitica e lo nutre esclusivamente di ciò che puo’ reperire tramite la caccia, la pesca, e la raccolta di frutti della terra. Volete un esempio?  Il noto fondatore di Facebook Mark Zuckerberg che afferma di mangiare esclusivamente quello che caccia e macella personalmente, per, a dir suo, aumentare il contatto empatico con la natura. Le motivazioni che ci spingono a cambiare il nostro regime alimentare sono infatti  le più svariate: primeggiano ragioni salutiste ed etiche, ma anche ambientaliste e culturali, al punto che secondo un recente rapporto Eurispes in Italia i vegetariani  sono pari al 7% della popolazione, circa 4,5 milioni di persone. Per capire ‘il fenomeno’ basta osservare le corsie dei supermercati italiani. Aumentano i prodotti Veg, Gluteen Free, Palma Free e anche il colosso degli hamburger McDonald’s ha lanciato sul mercato il McVeggie, un intruglio di piselli, riso, carote e patate. Anche la scienza sta provando a dare il suo contributo alla causa: l’università di Maastricht ha in progetto la produzione di carne animale in vitro, così da accontentare entrambe le fazioni: darebbe infatti la possibilità di nutrirsi di carne senza però effettivamente uccidere degli animali. Benché, in realtà, gran parte del mondo animalista rifiuti quest’alternativa, che viene intesa come sfruttamento dell’essere vivente. La preoccupazione generale, aldilà delle personali scelte individuali mosse da qualsivoglia ragione, nasce dall’idea diffusa che nei prossimi trent’anni, la carne animale che siamo abituati a consumare non sarà più sufficiente a soddisfare 9 miliardi di persone previste sul pianeta per il 2050. Sarebbe dunque necessario trovare delle soluzioni alternative: Alghe, erbe, ma anche insetti, il cui  allevamento, anche su larga scala non richiederebbe ne grandi spazi ne grandi risorse ambientali. Secondo questa tesi quindi, il credo vegetariano sarebbe, quanto meno a livello sociale, progenitore di una possibile soluzione alla questione più cara a tutte le reginette di bellezza: ‘la fame nel mondo’. Il vecchio caro Orwell si dovrebbe dunque ricredere, ammettendo la verità che il filosofo greco Socrate affermava già nel IV secolo a.c. : Platone ne: La Repubblica fa dire a Socrate il menù della città ideale: “focacce, olive, formaggio, verdure” “Ma questo è cibo da maiali non da uomini” obbietta il carnivoro Glaucone. E Socrate risponde: “Se vogliamo una città sana, il cibo è questo. Altrimenti occorreranno macellai, cuochi, porcari, e con questo tenore di vita serviranno più medici. E la terra non basterà più a nutrire tutti: dovremmo ritagliarci una fetta del paese confinante, e così faranno anche gli altri. E per difenderci dovremo fare la guerra”.
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Francesca

Università degli Studi di Milano. Laureata in Scienze Politiche Internazionali. La musica rock. Ballare sotto la pioggia. Una birra con gli amici. Un giro in bicicletta il giorno prima del tuo compleanno. La Juve che vince in Champions. The joints. Il post-sbornia nelle lenzuola pulite. Un tuffo dallo scoglio più alto. La risata di mia mamma. Dormire fino a tardi senza sentirsi in colpa. Il poker del lunedì. Cantare in macchina a squarciagola. Io e il mio cane al parco la domenica pomeriggio.

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