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Vietare il velo in università: la proposta dei socialisti francesi

Il premier Manuel Vallas: “Bisognerebbe vietare il velo islamico in tutti gli atenei pubblici di Francia”. Il partito socialista si divide sulla questione e nel paese scoppia la polemica.

Parigi, Aprile 2015. Hanno suscitato una forte ondata di reazioni polemiche anche all’interno dello stesso Partito Socialista, le dichiarazioni del primo ministro Manuel Vallas rese note durante un’intervista al quotidiano Libération. Il premier ha dichiarato di aver in cantiere una proposta di legge per rendere illegale indossare il velo islamico nelle Università del paese per, a suo avviso, tutelare la laicità delle istituzioni.

Ma andiamo con ordine:

In Francia già dal 2004 sono stati messi al bando tutti i simboli religiosi dalle scuole medie pubbliche e dagli istituti superiori. Niente crocifissi ne veli “ne segni o indumenti che mostrano un’ostentata appartenenza religiosa” come raccomanda l’Osservatorio sulla Laicità del paese, a garanzia e rispetto dei minori. Ma nelle università la questione è diversa, trattandosi qui di studenti maggiorenni.

Il nocciolo della questione sarebbe proprio questo per il ministro dell’istruzione Najar Vallaud Belkacem che, in controtendenza con il segretario del suo partito, si definisce contraria a
“vietare il foulard in università” e aggiunge che “trattandosi di giovani studenti maggiorenni è prioritario e necessario garantir loro una piena libertà di coscienza e religiosa che non può equipararsi a quella degli scolari delle classi più giovani”.

Non esiste per altro alcuna legiferazione a riguardo in ambito accademico e come ammesso dallo stesso Vallas la sua proposta non è in linea con i principi costituzionali del paese, pertanto il premiere auspica in una modifica ad hoc.

È utile ricordare inoltre che in Francia già dal 2010 è illegale indossare il niqeb, il velo scuro integrale che copre tutto il corpo ed il viso, lasciando in vista solo gli occhi, sia all’interno di qualsiasi struttura pubblica che per strada come vuole la legge promossa dall’ex Presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy.

È indicativo inoltre soffermarsi sul fatto che la Francia conta una popolazione mussulmana di 5 milioni di individui, il 10% della popolazione totale, infatti è definita la più grande comunità islamica d’Europa, nonostante queste stime siano da considerarsi al ribasso in quanto nel paese le statistiche etniche/religiose sono vietate in nome dell’ideale repubblicano.  

E sono proprio i valori della Repubblica a cui Vallas sostiene di fare appello: “è necessario vietare il velo per dimostrare come l’islam sia compatibile con i principi repubblicani, la democrazia e l’uguaglianza tra uomo e donna”.

La volontà di mantenere lo status quo è stata però espressa anche dal Ministro Responsabile dell’Università Geneviéve Fiorasio che ha precisato:
“nessun ateneo ha chiesto un intervento del legiferatore a riguardo. Il fatto di indossare il velo non risulta essere un problema nelle Università francesi”, e da Hollande che ha rimarcato, anche se blandamente, come “non ci sarà alcuna modifica di legge sul divieto di velo islamico rispetto a quella’attuale.”

Gli studenti dal canto loro si sono trovati in accordo sull’assurdità della questione, organizzando proteste negli atenei e scatenandosi sul web: “il velo è da considerarsi alla stregua di piercing e tatuaggi, fa parte dell’identità e dell’integrità della persona” si legge sui vari forum universitari, dove c’è anche chi ironizza (o forse no) con domande incalzanti:

“mia zia è una suora, potrà assistere alla mia laurea?”

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Francesca

Università degli Studi di Milano. Laureata in Scienze Politiche Internazionali. La musica rock. Ballare sotto la pioggia. Una birra con gli amici. Un giro in bicicletta il giorno prima del tuo compleanno. La Juve che vince in Champions. The joints. Il post-sbornia nelle lenzuola pulite. Un tuffo dallo scoglio più alto. La risata di mia mamma. Dormire fino a tardi senza sentirsi in colpa. Il poker del lunedì. Cantare in macchina a squarciagola. Io e il mio cane al parco la domenica pomeriggio.

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