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When art meets poetry: Paul Klee

Paul Klee, padre dell’astrattismo nato in svizzera il 18 dicembre 1879, fu un personaggio assolutamente importante nel contesto artistico del XX secolo, che sconvolse completamente.

A prescindere dalla sua portata rivoluzionaria, è importanate ricordare come e quanto la sua formazione sia stata del tutto eclettica, contribuendo allo sviluppo di una personalità cosi’ particolare e complessa come la sua. Di nazionalità tedesca ma nato in Svizzera da padre musicista, inizia il suo avvicinamento all’arte attraverso, appunto, la musica, che non abbandonerà mai, tanto che, per lungo tempo, si manterrà proprio grazie ai proventi derivanti dalla sua attività di strumentista presso l’Orchestra di Berna.

 

AD EVELINE

 

Ti ho promesso di essere
un uomo onesto. Io voglio
sopportare il tuo sguardo. Devo
inginocchiarmi davanti a Dio.
Poi Eveline salvami tu!
Perché non ho nessuno!

Giocavo col veleno
e mi sono avvelenato,
perché ho voluto chiamarmi fuori?
Ma in fondo tenevo troppo
al bene. Maledetta
colpa, forse è maggiore
di quanto pensassi.
Dimenticare lei con te!
Ma prima, se puoi,
mi dovresti perdonare.
Ti saluto in lontananza.

(Busto di bambino,1933)


Oltre alla musica,infatti, anche la poesia fu uno dei suoi grandi talenti; scrisse nei suoi diari numerosi componimenti piuttosto evocativi e immaginifici. Nel periodo della sua formazione, infatti, Klee indugio’ a lungo tra letteratura,musica e arte e, sebbene sia nota a tutti la sua vocazione per la pittura, cio’ non gli impedi’ mai di continuare a coltivare, quasi segretamente e in modo disinteressato, la ricerca poetica.

Analizzando i  versi di Klee,si nota come non siano frutto di un’attività marginale, bensì realtà espressive autonome nelle quali emergono per lo piu’ paesaggi solitari quasi palpabili dal pensiero. Come nella sua stessa pittura, Klee tende a penetrare i meccanismi originari della genesi cosmica, meccanismi formali, dal momento che egli è in sé convinto del fatto che esista un sostrato strutturale che presiede all’organizzazione dell’universo. Artpoesiista a tutto tondo, dunque, Klee considerava il mondo creativo,nella sua concezione piu’ profonda dell’animo umano, come un ponte immaginario fra la mente e la realtà:non come una mera rappresentazione del piu’ sterile reale quotidiano, bensi’ come un vero e proprio discorso in cui esistenza essenza e arte convivono e comunicano, permettendo all’individuo di trasferire suggestioni. Ed è forse proprio questo il motivo che rende i componimenti nell’artista come vere e proprie visioni di una realtà destrutturata, interpretazioni magiche che si gettano verso un mondo di incertezze.

Ci sono io e fioriscono i fiori,
pienezza è intorno a me perché io esisto.
Il canto dell’usignolo
m’incanta l’udito e il cuore.
Sono il padre di tutto,
di tutti sulle stelle
e nello spazio infinito.

Me ne sono andato
ed è calata la sera
e stracci di nubi
avvolgono la luce.
Me ne sono andato
e il Nulla è calato come un’ombra
su tutto.
Oh spina
dell’argenteo turgido frutto.

(Lutto,1934)

 

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